Attac Pomezia

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro

A Zingonia è iniziata la guerra

Pubblicato da attacpomezia su 4 dicembre 2009

Cosa succede quando si privatizza l’acqua? Quando questo bene diventa una merce che non tutti possono permettersi? Quello che sta succedendo a Zingonia, provincia di Bergamo. Lì è iniziata in questi giorni la guerra dell’acqua.
Difendiamo il diritti di tutti all’acqua.
Difendiamo il diritto di noi pometini all’acqua, firmate la petizione: www.firmiamo.it/pomeziaacquapubblica

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Tutti i cambiamenti iniziano dagli ultimi. Se poi si tratta della privatizzazione dell´acqua, le nuove regole del governo riguardano gli ultimi tra gli ultimi. Questa mattina a Zingonia – in provincia di Bergamo – è partita la battaglia più turpe di questo governo, con il taglio della fornitura idrica per 150 famiglie.

Le prime vittime sono centinaia di migranti, che abitano il condominio Athena, palazzi che fino agli anni ´80 ospitavano i “terroni”, ed oggi sono il rifugio per gli stranieri che nel profondo nord nessuno vorrebbe come vicino. Donne e uomini sfruttati di giorno e costretti, ora, a sperimentare per primi la gestione privata dell´acqua. I bambini ieri si sono dovuti lavare all´aperto nelle due fontanelle pubbliche aperte da A2A per “le esigenze vitali”. I sanitari non funzionano più, creando una situazione drammatica in una zona già degradata. L´operazione di A2A – la stessa società, è bene ricordarlo, che gestisce l´inceneritore di Acerra – è in realtà la prima fase di una vera e propria pulizia etnica e sociale della zona, che è entrata nelle mire degli speculatori finanziari. Prima hanno mandato i provocatori fascisti della Lega – Borghezio e altri squadristi – che hanno creato un po´ di baccano e tanta propaganda. Poi hanno preparato i progetti di “riqualificazione”, nel senso di cacciare le famiglie e preparare il terreno ai palazzinari della Lombardia da bere. Ora – per terminare il lavoro – hanno deciso di assetare il nemico, di farlo rimanere senza un bagno, di rendere insopportabile la vita. Servirà una reazione chiara da parte del movimento per i beni comuni, anche perché iniziano dai migranti, ma arriveranno nelle nostre case. E forse sarà già troppo tardi.

Andrea Palladino

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Scriviamo al Presidente della Provincia di Bergamo per protestare contro questo crimine contro l’umanità. L’indirizzo è il seguente: ettore.pirovano@provincia.bergamo.it
Qui di seguito una bozza di lettera che ognuno può cambiare/integrare come meglio crede.

al Sig. Presidente della Provincia di Bergamo,

ascoltiamo in queste ore con profondo sgomento e indignazione le notizie provenienti da Zingonia, dove più di 150 famiglie hanno questa mattina subito l’interruzione totale dell’erogazione di acqua potabile, beffardamente rimpiazzata da due fontanelle in esterno, con il freddo ormai arrivato e decine di bambini che dovrebbero lavarsi all’aperto. Esprimo la mia profonda indignazione, come cittadino e prima ancora come persona, per questa scandalosa negazione di un diritto umano universale quale l’accesso all’acqua potabile, negato in nome di mere motivazioni economiche (morosità). Questo caso vergognoso mette davanti ai nostri occhi le ineluttabili conseguenze della mercificazione e riduzione a “bene economico” di ciò che spetta di diritto a qualsiasi abitante della Terra, del diritto stesso alla vita, perchè l’acqua è vita, e nessuno di noi può sopravvivere senz’ acqua.

Le chiedo di operare con la Sua autorità istituzionale perchè quest’atto inumano venga immediatamente riparato, restituendo l’acqua potabile agli abitanti di quei palazzi. Nello stesso tempo, mi permetto di invitarLa ad una seria riflessione circa le conseguenze sociali e civili del processo di privatizzazione dell’acqua, e della classificazione dell’acqua quale bene “di rilevanza economica”, come sancito dal recentemente approvato D.L. 135/09. La privatizzazione del’acqua porterebbe inevitabilmente al ripetersi di situazioni come questa contro migliaia di famiglie e cittadini italiani e bergamaschi. Noi chiediamo piuttosto la riaffermazione dell’acqua come bene collettivo assoggettato a totale controllo pubblico, e il riconoscimento del diritto minimo civile a 50 litri di acqua potabile al giorno per TUTTI, indipendentemente dal censo e dalla possibilità di pagare tale erogazione.

Certo della Sua attenzione,

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Una Risposta to “A Zingonia è iniziata la guerra”

  1. bruno detto

    perchè levare solo l’acqua non fate prima se li gasate ??? esempi non mancano magari gli preparate le docce collettive come nei lager, ricordatevi che la vita è una ruota prima o poi ci passa sopra. tranquilli.

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