Attac Pomezia

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro

Dal silenzio al tentativo di mistificazione

Pubblicato da attacpomezia su 1 agosto 2010

Dopo mesi di grandi impegni, dovuti in particolare alla raccolta firme per i tre referendum per l’acqua pubblica, anche noi ci prendiamo qualche giorno di vacanza.
Prima di farlo però vogliamo tornare a parlare di acqua e poi darci (nel prossimo post) alcuni appuntamenti per settembre.

Iniziamo dall’acqua.
Probabilmente il milione e 400 mila firme (4.200.000 se si considerano tutti e tre i quesiti) hanno spaventato il Governo, ma anche quella parte del centro-sinistra che continua a vedere di buon occhio le privatizzazioni. Se in passato la tattica utilizzata era quella del silenzio pensado che meno se ne parlasse, meno le persone si sarebbero fatte domande e quindi informate, dopo questa marea di firme si passa alla mistificazione. Non potendo rispondere con argomenti convincenti e, soprattutto veri, a quelle che sono le obiezioni e le proposte dei movimenti per l’acqua questi signori cercano di dequalificarle.

Ha iniziato Tremonti denunciando come il referendum fosse “una truffa”. Tra l’altro sottolineando come il Forum Italiano Movimenti per l’Acqua avesse dalla sua i mezzi di comunicazione, mentre il Governo no. In effetti ce ne rendiamo conto tutti ogni giorno come questo Governo viva in semiclandestinità. Lo ha seguito Fitto dichiarano a sua volta che è un referendum “truffaldino”. E’ nato poi prontamente un comitato per il no al referendum che su una pagina del sole 24 ore ha spiegato come questo milione e 400 mila cittadini, più tutti quelli che avrebbero voluto ma non sono riusciti a firmare aggiungiamo noi, vorrebbero portare l’Italia ai livelli dell’Iran e della Corea del Nord. Prostituzione intellettuale la si potrebbe definire. Invece di parlare di “stati canaglia” avrebbero potuto riferirsi a quanto accaduto a Parigi dove, dopo 30 anni di gestione privata dell’acqua, il Comune ha cacciato le due più grandi multinazionali al mondo, Suez (presente in Acea) e Veolia (presente in Acqualatina), per tornare ad una gestione completamente pubblica.
Insomma, già solo questo lascia immaginare che anno duro sarà. Tuttavia noi non ci spaventiamo. Abbiamo dalla nostra parte la forza della ragione e nessun tentativo di mistificazione ci può colpire. Risponderemo, come sempre abbiamo fatto, con i nostri argomenti. Su quelli tutti gli altri si dovranno confrontare, che lo vogliano o meno.

Di seguito il comunicato stampa del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua a proposito di questi attacchi mistificatori.

COMUNICATO STAMPA

Acqua: Governo senza ragioni, costretto ad usare la forz
a
Non hanno lasciato passare neppure una settimana per dire cosa intendono per democrazia. 1.400.000 cittadini firmano i tre referendum per l’acqua e il Governo risponde insultandoli e procedendo nell’attuazione dei decreti di privatizzazione.

Se l’acqua appartiene al popolo, come dice Tremonti, perché allora sempre Tremonti dà il servizio idrico ai privati, facendogli fare i profitti sopra?

I nostri referendum sono chiari e chiedono proprio che il servizio idrico non sia consegnato alle società per azioni e che dunque non ci siano profitti su di esso.
In quanto al fatto poi che il decreto Ronchi discende dal Trattato europeo e che su ciò non si può fare un referendum, consigliamo al ministro di dargli una rilettura. Scoprirebbe che l’Unione Europea lascia liberi gli Stati membri di legiferare in materia di servizi pubblici. Oppure potrebbe leggere la legislazione olandese che affida la gestione del servizio idrico solo a soggetti pubblici o andare a fare un giro a Parigi che l’ha ripubblicizzato dall’inizio di quest’anno.

Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua

Roma, 22 luglio 2010

Una Risposta to “Dal silenzio al tentativo di mistificazione”

  1. kalim detto

    Sono contento del vostro risultato. Forse gli Italiani stanno cambiando,(dice uno che: e’ inutile che si lamentino dei governanti quando gli Ialiani cambieranno, cambieranno anche i Politici) stanno entrando in”linea” e stanno scoprendo,partecipando,che c’è un altro modo di fare politica.Oltretutto non remunerata.Diceva un mio amico” ma ai politici non basta la soddisfazione? cosa vogliono? anche i soldi? se vogliono i soldi che facciano gli Imprenditori. E non se ne approfittino della loro posizione per farli alle spalle della comunità.

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