“Abbiamo vinto e ora? Acqua e altri temi sul tappeto”
Pubblicato da attacpomezia su 14 giugno 2011
Il quorum è stato raggiunto e i “Sì” hanno stravinto. Questo significa che in Italia l’acqua sarà pubblica, che il nucleare sarà definitivamente seppellito e che la legge è uguale per tutti, a prescindere dalle cariche ricoperte.
Per noi di Attac questo voto rappresenta il giusto coronamento di tante lotte, iniziate da diversi anni. Assieme a tante altre realtà, la nostra associazione è stata infatti tra i fondatori del Forum Italiano Movimenti per l’Acqua, l’insieme che oggi ha reso possibile questa grande vittoria. Nel 2007 siamo stati per le strade a raccogliere le firme per la legge di iniziativa popolare per l’acqua pubblica. Legge che ancora oggi giace nei cassetti del Parlamento. Nel 2010 le firme le abbiamo raccolte invece per i referendum che, oggi, raggiungendo il quorum hanno spazzato via trent’anni di politiche neoliberiste.
La più grande vittoria sta proprio in questo. In molti nei giorni precedenti al voto pensavano che il nucleare sarebbe stato il quesito trainante. Lo pensava lo stesso Governo che col solito fare antidemocratico ha tentato fino all’ultimo di bloccarlo. Ed invece, dati alla mano, i quesiti più votati sono stati – anche se di pochissimo – quelli sull’acqua. Con il secondo “fuori i profitti dall’acqua” ad aver ricevuto il più alto numero di sì.
Dicevamo che questo voto ha rotto qualcosa nel meccanismo del neoliberismo economico per il quale ogni cosa è merce e deve essere messa sul mercato. Mercato che, autoregolandosi, dovrebbe portare benessere e prosperità per tutti. Diciamo dovrebbe perché la vita di ogni giorni ci dimostra il contrario. Ci dimostra che il mercato punta solo alla massimizzazione dei profitti, dimenticando chi resta indietro. Che senza un intervento dello Stato con aiuti e sussidi, per molte famiglie quel benessere promesso dai cultori dell’ideologia neoliberista resta un sogno lontano.
Con il voto ai referendum dunque, milioni di italiani hanno ben chiarito che ci sono cose che sul mercato non possono finire, sulle quali non si possono fare profitti e che vanno invece garantite a tutti. E’ in questo senso l’acqua può essere un paradigma sulla cui strada procedere. Pensiamo ai rifiuti o all’energia. In entrambi i casi siamo di fronte a due business. Dove smaltimento e produzione di energia portano ai profitti. E per massimizzarli allora non resta che avere sempre più da smaltire e sempre più energia da mettere in rete. Dunque? Dunque da un lato continuare a produrre sempre più cose da scartare, buttare e sostituire nel giro di poco tempo. Costruire discariche ed inceneritori che servano allo scopo. Dall’altra indurre sempre più a consumare energia, con gli stand-by dei televisori sempre accesi, per esempio, con lampadine ad alto consumo, o anche solo per la produzione industriale di materiale che poi sarà subito scartato e buttato (pensiamo agli imballaggi di molti alimenti). Tutto in un ciclo perverso che, in nome dei profitti, compromette sempre di più il futuro dei cittadini con inquinamento, effetto serra e surriscaldamento globale. Ciclo perverso nel quale si inseriva alla perfezione anche il tentativo, bocciato, di reintrodurre il nucleare in Italia.
Tornando all’acqua, vinta la battaglia, continua la guerra. Da oggi infatti riprenderemo con forza a chiedere che il Parlamento discuta la nostra legge di iniziativa popolare. Una legge che parla chiaramente di cosa significhi garantire l’acqua a tutti, di come ridurre gli sprechi, di come vadano finanziati gli interventi sulla rete idrica, ma anche di come vadano gestite aziende e consorzi pubblici che prenderanno in carico il Servizio Idrico Integrato. Perché da sempre siamo convinti che se pubblico deve essere, quest’ultimo vada partecipato dai lavoratori delle aziende, dai cittadini e dagli utenti. Solo questa gestione pubblica e partecipata potrà fornire risposte concrete per la gestione e la conservazione del bene più prezioso che abbiamo.
Attac Italia – Comitato Locale di Pomezia
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