Attac Pomezia

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro

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La crisi attuale del capitalismo è più che congiunturale e strutturale, è terminale. Un contributo di Leonardo Boff

Pubblicato da attacpomezia su 25 giugno 2011

Sostengo che la crisi attuale del capitalismo è più che congiunturale e strutturale: è terminale.

È arrivata la fine della capacità del capitalismo di adattarsi sempre a qualunque circostanza?

Sono cosciente che poche persone sostengono questa tesi. Due ragioni, tuttavia, mi portano a questa interpretazione.

La prima è la seguente: la crisi è terminale perché tutti noi,  ma particolarmente il capitalismo, abbiamo superati i limiti della Terra. Abbiamo occupato, depredando, tutto il pianeta, disfando il suo sottile equilibrio ed esaurendo i suoi beni e servizi fino al punto che il pianeta stesso non riesce rimettere in equilibrio quello che gli è stato espropriato.

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X Università popolare di Attac Italia – Genova 21-23 maggio 2010

Pubblicato da attacpomezia su 12 maggio 2010

Genova 21, 22 e 23 maggio

Decima Università Popolare di Attac Italia

CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA E CRISI CLIMATICA-AMBIENTALE: PROPOSTE PER INVERTIRE LA ROTTA

Interventi di Bersani, Carchedi, Moscato, Porcaro, Ravaioli, Sodano, Valli.

Sono passati ormai più di due anni dall’esplosione della crisi capitalistica mondiale, partita con il fallimento di importanti istituzioni finanziarie e divenuta in breve tempo la cartina di tornasole di una serie di nodi del modello di sviluppo economico degli ultimi decenni. Un anno durante il quale le istituzioni finanziarie internazionali, i governi e i poteri economico-finanziari hanno dato risposte, diverse tra loro, ma accomunate da un unico obiettivo: far ripartire il modello neoliberale senza metterne in discussione i presupposti e scaricandone gli effetti economici, occupazionali, ambientali e sociali sulle popolazioni. Ma l’insufficienza di tali proposte è resa evidente dal duplice fallimento di due importanti vertici internazionali : quello della Fao nel novembre scorso a Roma e quello di Copenaghen sul cambiamento climatico in dicembre

Attac intende fare il punto sulla situazione, approfondendo gli intrecci fra la crisi economica e la crisi ambientale, analizzando criticamente le risposte date e proponendo una lettura che, a partire dai beni comuni -cibo, acqua, energia, diritti sociali- e dalla parola-chiave della riappropriazione sociale delinei un quadro di riferimento utile ai movimenti sociali per disegnare un nuovo modello di società.

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Il fallimento pilotato dei comuni italiani

Pubblicato da attacpomezia su 7 gennaio 2010

Articolo pubblicato sul numero di Dicembre 2009 di  Altraeconomia

Gli enti locali non possono più permettersi i servizi pubblici, a causa di minori trasferimenti dallo Stato, del taglio dell´Ici e delle regole di Bruxelles

“Ho fatto cambiare il cartello affisso fuori dal mio ufficio: non più sindaco, ma curatore fallimentare”. Giorgio Dal Negro è sindaco di Negrar, una cittadina da 17mila abitanti in provincia di Verona. Dal Negro è anche presidente dell´associazione dei Comuni veneti (Anci Veneto). “Pensavo di poter amministrare bene, e invece sono nella situazione di veder fallire le mie aziende, senza poter far nulla”.

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Il modello decaduto

Pubblicato da attacpomezia su 20 ottobre 2009

di Luciano Gallino – da Repubblica.it, 20 ottobre 2009

Con le dichiarazioni a favore del posto fisso, ma anche di previdenza e sanità pubblica, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha fissato i punti salienti del programma con cui il centro-sinistra (non la destra) potrebbe presentarsi alle prossime elezioni, quale che sia la loro data.

Non sono dichiarazioni del tutto inedite. A favore del posto fisso e contro la proliferazione del lavoro flessibile Giulio Tremonti si è espresso in varie occasioni negli ultimi due anni. Ma ieri ha collegato l’importanza del posto fisso come “base della società” agli strumenti di protezione delle famiglie, propri dello stato del benessere, quali le pensioni pubbliche e un sistema sanitario nazionale. Ha notato che se le prime dipendono dai centri della finanza, e il secondo non esiste, come avviene in Usa, quando si perde il lavoro si finisce a mangiare cibo per gatti in una roulotte. E addio all’istruzione dei figli.

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Reddito base e disoccupazione

Pubblicato da attacpomezia su 16 settembre 2009

di Luciano Gallino – la Repubblica 16 settembre 2009

Sul fronte dell’occupazione la crisi ci consegna uno scenario con alcuni tratti decisamente negativi. Sindacati e Confindustria sono d’accordo nel prevedere che nei prossimi mesi i disoccupati continueranno ad aumentare. Tolta una minoranza che troverà abbastanza presto un lavoro decentemente retribuito, in linea con la qualifica professionale posseduta, nel 2010 e dopo la loro massa si dividerà in tre gruppi: quelli che per vivere dovranno accettare un lavoro mal pagato, al disotto delle loro qualifiche e titoli di studio; i disoccupati di lunga durata, che dovranno aspettare anni prima di trovare un posto; infine quelli, soprattutto gli over 40, che un lavoro non lo troveranno mai più. Questo perché dopo le ristrutturazioni aziendali imposte o favorite dalla crisi, la produttività crescerà; ma insieme con essa aumenterà il numero di persone che dal punto di vista della produzione appaiono semplicemente superflue.

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