Attac Pomezia

Contro la crisi, riprendiamoci ciò che è nostro

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X Università popolare di Attac Italia – Genova 21-23 maggio 2010

Pubblicato da attacpomezia su 12 maggio 2010

Genova 21, 22 e 23 maggio

Decima Università Popolare di Attac Italia

CRISI ECONOMICO-FINANZIARIA E CRISI CLIMATICA-AMBIENTALE: PROPOSTE PER INVERTIRE LA ROTTA

Interventi di Bersani, Carchedi, Moscato, Porcaro, Ravaioli, Sodano, Valli.

Sono passati ormai più di due anni dall’esplosione della crisi capitalistica mondiale, partita con il fallimento di importanti istituzioni finanziarie e divenuta in breve tempo la cartina di tornasole di una serie di nodi del modello di sviluppo economico degli ultimi decenni. Un anno durante il quale le istituzioni finanziarie internazionali, i governi e i poteri economico-finanziari hanno dato risposte, diverse tra loro, ma accomunate da un unico obiettivo: far ripartire il modello neoliberale senza metterne in discussione i presupposti e scaricandone gli effetti economici, occupazionali, ambientali e sociali sulle popolazioni. Ma l’insufficienza di tali proposte è resa evidente dal duplice fallimento di due importanti vertici internazionali : quello della Fao nel novembre scorso a Roma e quello di Copenaghen sul cambiamento climatico in dicembre

Attac intende fare il punto sulla situazione, approfondendo gli intrecci fra la crisi economica e la crisi ambientale, analizzando criticamente le risposte date e proponendo una lettura che, a partire dai beni comuni -cibo, acqua, energia, diritti sociali- e dalla parola-chiave della riappropriazione sociale delinei un quadro di riferimento utile ai movimenti sociali per disegnare un nuovo modello di società.

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Attac Italia saluta il reintegro di Dante De Angelis

Pubblicato da attacpomezia su 27 ottobre 2009

REINTEGRATO DANTE DE ANGELIS!
DA OGGI DONNE E UOMINI VIAGGERANNO PIU SICURI

L’annullamento del licenziamento da parte di Trenitalia del macchinista Dante De Angelis rappresenta una grande vittoria dei ferrovieri e dei cittadini tutti.

Torna a riaffermarsi il diritto alla mobilità e alla sicurezza, il diritto all’accessibilità e alla qualità dei servizi pubblici, da anni messi a repentaglio da una gestione delle ferrovie totalmente orientata al profitto e alla privatizzazione.

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Il modello decaduto

Pubblicato da attacpomezia su 20 ottobre 2009

di Luciano Gallino – da Repubblica.it, 20 ottobre 2009

Con le dichiarazioni a favore del posto fisso, ma anche di previdenza e sanità pubblica, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti ha fissato i punti salienti del programma con cui il centro-sinistra (non la destra) potrebbe presentarsi alle prossime elezioni, quale che sia la loro data.

Non sono dichiarazioni del tutto inedite. A favore del posto fisso e contro la proliferazione del lavoro flessibile Giulio Tremonti si è espresso in varie occasioni negli ultimi due anni. Ma ieri ha collegato l’importanza del posto fisso come “base della società” agli strumenti di protezione delle famiglie, propri dello stato del benessere, quali le pensioni pubbliche e un sistema sanitario nazionale. Ha notato che se le prime dipendono dai centri della finanza, e il secondo non esiste, come avviene in Usa, quando si perde il lavoro si finisce a mangiare cibo per gatti in una roulotte. E addio all’istruzione dei figli.

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Reddito base e disoccupazione

Pubblicato da attacpomezia su 16 settembre 2009

di Luciano Gallino – la Repubblica 16 settembre 2009

Sul fronte dell’occupazione la crisi ci consegna uno scenario con alcuni tratti decisamente negativi. Sindacati e Confindustria sono d’accordo nel prevedere che nei prossimi mesi i disoccupati continueranno ad aumentare. Tolta una minoranza che troverà abbastanza presto un lavoro decentemente retribuito, in linea con la qualifica professionale posseduta, nel 2010 e dopo la loro massa si dividerà in tre gruppi: quelli che per vivere dovranno accettare un lavoro mal pagato, al disotto delle loro qualifiche e titoli di studio; i disoccupati di lunga durata, che dovranno aspettare anni prima di trovare un posto; infine quelli, soprattutto gli over 40, che un lavoro non lo troveranno mai più. Questo perché dopo le ristrutturazioni aziendali imposte o favorite dalla crisi, la produttività crescerà; ma insieme con essa aumenterà il numero di persone che dal punto di vista della produzione appaiono semplicemente superflue.

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